MILANO - ECO PASS
Oltre al solito panico diffuso dai media, il Comune a quetsa mattina piovosa del 5 novembre, non ha fatto ancora alcun comunicato stampa.
Resta pertanto ufficiale l’informazione Internet del Comune che nelle comunicazioni stampa diichiara ancora: - In merito agli articoli e alle dichiarazioni di oggi sulle nuove modalità e costi di accesso alla zona Ecopass, il Comune di Milano che nessuna decisione è ancora stata presa.-
Restiamo in attesa, sperando che non si sia dimenticato l'inquinamento oltre all'aria anche di quello acustico delle auto ma esenzialmente dei rombanti, motorini e moto.
Londra è una citta suddivisa in quartieri, come Parigi, e ogni quartiere ha un ecosistema sociale differenziato, che permette anche una approccio per i residenti diverso; pertanto il fenomeno di dover spendere molto di più nella zona centrale, come avviene a Milano, è molto meno presente. Inoltre la struttura sociale di tipo, classista anglosassone, ha estirpato le classi povere da alcuni quartieri ricchi residenziali, nei quali il problema economico della spesa, più cara, non esiste.
Milano presenta in parte questa situazione, ma parecchie zone, sono un mix sociale, dove manca la presenza di supermercati a basso costo ( comparabile ad un costo che si può trovare nelle zone, subito vicine, a volte inferiore del 50%). Questo è dovuto ad una strategia commerciale, che nel proprio marketing individua un target definito benestante e non indirizzato al risparmio per la propria sopravvivenza economica, anzi propenso a spendere di più per identificarsi in una situazione sociale ricca. Il risultato è di far aumentare la sofferenza del la fascia sociale povera e riducendo concretamente, il loro già ridotto valore di acquisto. Questi cittadini, di fascia bassa, generalmente sono residenti da lungo tempo, vecchi e famiglie, inserite da sempre nel contesto cittadino di classe popolare; insomma i vecchi Milanesi che non hanno avuto fortuna che non ce l’hanno fatta, o non se non hanno potuto andarsene dalla città.
Questi milanesi generalmente di fascia economica bassa hanno conseguentemente poca voce anzi non ne hanno. Ricordiamoci che queste persone hanno anche la funzione di non creare ghetti per pochi ricchi e inoltre da sempre una parte di essi è al servizio dei benestanti per servire una eccellente qualità della vita, oggi in un contesto sociale vario e multietnico.
Vi sono altre città Europee che hanno e stanno affrontando la questione inquinamento e speculazione immobiliare con varie soluzioni.
La questione Milano non può essere condizionata da un centro di congestion charging così limitato sulla vecchia circonvallazione, ma deve essere allargato per produrre una concorrenzialità di mercato al consumo e un accessibilità del costo della vita, inoltre offrire quello che una volta era la funzione del “Mercato Comunale” oggi persa poiché più cari dei supermercati, offrendo agevolazione per supermercati di fascia bassa il che risolverebbe anche la bruttissima situazione dei mercati rionali in centro.
Certo, quello che ci auguriamo che il Comune di Milano abbia messo in studio un sistema individuale di rilevamento, oggi possibile anche con l’ausilio dei sistemi GPS telefonici , con il quale identificare il reale spostamento nelle zone protette. Questo già porrebbe Milano su un altro piano in vista dell’Expo, riproponendo la città come esempio di organizzazione .
Speriamo che il Comune cominci a farci sognare di essere una città all’avanguardia nella tecnologia applicata al sociale.
Il Caffè di Milano.
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